Title: Programmazione e progettazione
1Programmazione e progettazione
- Università degli Studi di Macerata
- Facoltà di Scienze della Formazione
Pier Giuseppe Rossi
2Cenni storici sulla programmazione
- H. Parkhurst (piano Dalton Massachussets tra il
1905 e il 1922) iniziò a pensare alla necessità
di costruire una programmazione che consentisse a
tutti gli studenti di raggiungere risultati
adeguati. Lapproccio fu quello di un contratto
formativo costituito da 20 unità che lo studente
poteva liberamente gestire in accordo con i
docenti. Una eccessiva personalizzazione era
ovviata da momenti di gruppo e comuni.
31949 Tyler e le domande guida.
- Il curricolo si presenta come la risposta ad
alcune domande nel modo più dettagliato e
coerente - Quali sono le finalità educative che la scuola
dovrebbe cercare di raggiungere? - Quali esperienze educative, verosimilmente adatte
a raggiungere queste finalità, sono disponibili? - Come possono in concreto essere organizzate
queste esperienze? - In quale modo è possibile verificare che queste
finalità siano state raggiunte?
4Taba e il modello lineare 1
- H. Taba (1962) individuò dei passaggi che
rimandano ad una linearità del processo - diagnosi dei bisogni, (i bisogni di chi e in
rapporto a quale traguardo?) - formulazione degli obiettivi, (ottica di
compensazione rispetto ad un traguardo definito?)
- selezione dei contenuti, (in rapporto agli
obiettivi e ai bisogni, quindi può prevalere
laspetto dei contenuti o del processo)
5Taba e il modello lineare 2
- organizzazione dei contenuti, (lineare o
ricorsiva? In rapporto alla disciplina o con
ottica interdisciplinare?) - selezione delle esperienze di apprendimento,
(analisi di fattibilità e dei criteri con i quali
si scelgono) - organizzazione delle esperienze di apprendimento
(organizzazione di spazi e tempi, scelta dei
mediatori) - determinazione di ciò che si deve valutare e di
come e con che strumenti è possibile farlo.
6 Il modello ricorsisvo.
- 1975 Nicholls (1975) ipotizzava un modello di
elaborazione di curricolo in 4 fasi - definizione degli obiettivi (rimanda ad una
definizione iniziale del profilo in uscita,
professionale, di competenze) - elaborazione e sperimentazione di metodi e
materiali - accertamento del raggiungimento degli obiettivi
stessi - feed-back come riflessione sulle esperienze
compiute per partire verso una progettazione
futura.
7 1980 Pellerey e le Unità Didattiche
- Per Unità Didattica intendiamo una ipotesi di
esperienza di apprendimento che può considerarsi
sufficientemente articolata e completa nella sua
strutturazione interna da poter essere facilmente
tradotta nellazione educativa scolastica.
Ricordiamo che per esperienza di apprendimento si
intende non tanto ciò che fa linsegnante e ciò
che è proposto allallievo, bensì linterazione
fra questi e le condizioni esterne che dovrebbero
promuovere tale apprendimento (azione
dellinsegnante, materiali usati) - Pellerey, 1983
8Unità Didattiche
- parte di programmazione a logica puramente
sequenziale. Consta di una serie di eventi
didattici (lezioni, esercitazioni, verifiche...)
e la sua articolazione è scandita in
prerequisiti, analisi e stesura di obiettivi
disciplinari, scelta e organizzazione degli
eventi didattici, metodologia, strategie,
strumenti, tempificazione, verifica e
valutazione. (R. Crosio)
9Obiettivi
- Gli obiettivi didattici sono traguardi da
raggiungere nel contesto di specifiche discipline
o di precise aree disciplinari. - Gli obiettivi educativi si riferiscono alla
crescita della persona umana considerata nella
sua totalità.
10Fasi della programmazione
- Individuazione delle esigenze del contesto
socio-culturale e della situazione di partenza
degli alunni - Definizioni degli obiettivi finali, intermedi,
immediati che riguardano larea cognitiva, non
cognitiva. - Organizzazione delle attività e dei contenuti in
relazione agli obiettivi stabiliti. - Individuazione dei metodi, materiali e sussidi
adeguati. - Sistematica osservazione dei processi di
apprendimento. Continue verifiche del processo
didattico. - Processo valutativo degli interventi educativi e
i risultati.
11La metodologia
- La metodologia è una organizzazione di azioni
espresse nella loro modalità di attuazione che ha
lobiettivo di integrare la struttura conoscitiva
dellalunno e la struttura delle conoscenze da
acquisire in funzione della costruzione di
competenze (sia nellallievo che nel docente). - Essa è influenzata/determinata dallidea di
apprendimento
12- apprendimento meccanico (informazioni isolate e
ricevute, poi ripetute) - apprendimento per ricezione (viene fornita una
modellizzazione nel modo di apprendere da
copiare, da riperpetuare) - apprendimento per scoperta (la conquista della
conoscenza avviene in modo autonomo da parte
dellallievo) - apprendimento significativo (si costruisce una
rete di conoscenza fra il nuovo ed il vecchio) - (da Pellerey 1983).
- Gli assi di lettura sono integrazione/disgregazion
e, soggetto attivo/passivo
13Definizione Obiettivi
Individuazione Prerequisiti
Articolazione Attività
Organizzazione Valutazione
Gagnè, Mager, Bloom
Definizione Obiettivi
Analisi Contesto
Articolazione Attività
Organizzazione Valutazione
Pellerey
14Instructional design
- Linstructional Design è un metodo sistematico
che concerne come pianificare, sviluppare,
valutare e gestire il processo istruttivo, così
che possa garantire lacquisizione da parte degli
studenti di una performance adeguata (Kemp et a.,
1998, p. 2). - LInstructional Design è la scienza e larte di
creare dettagliate specificazioni per lo
sviluppo, la valutazione e la messa a punto di
situazioni, che facilitino lapprendimento di
unità di contenuti sia ampie, sia piccole (Seels
e Glasgow, 1998, p. 7).
15ADDIE -
16- Analyze il processo attraverso cui definire ciò
che va insegnato - Design il processo attraverso cui definire come
avverrà il percorso - Develop il processo attraverso cui creare e
produrre i materiali - Implement il processo attraverso cui installare
i dispostivi formativi nel contesto reale - Evaluate il processo attraverso cui determinare
limpatto sulla istruzione (Seels e Glasgow,
1998).
17Analisys Design Development Implementation Evaluation
Determinare i bisogni che richiedono il processo educativo. Tradurre i goal del corso in risultati e obiettivi. Decidere i tipi delle attività e dei materiali. Produrre materiali che saranno utilizzati sia dagli insegnanti, sia dagli studenti. Predisporre piani per la valutazione degli studenti.
Effettuare unanalisi per determinare il target cognitivo, affettivo e relativo alla motricità. Determinare gli argomenti o le unità che debbono essere affrontate e il tempo da dedicare a ciascuna. Preparare le bozze dei materiali e delle attività. Prevedere gli aiuti e i supporti necessari. Predisporre i piani per la valutazione del sistema.
Determinare quali abilità debbono avere gli studenti in entrata. Mettere in sequenza le unità con attenzione agli obiettivi del corso. Sperimentare attività e materiali con un gruppo di utenti. Predisporre i piani per la revisione periodica del corso.
Analizzare il tempo e le risorse disponibili. Dettagliare le unità identificando per ciascuna gli obiettivi principali. Mettere a punto e produrre i materiali e le attività.
Definire le lezioni e per ciascuna le attività. Produrre materiali aggiuntivi per formare gli insegnanti.
Fornire indicazioni per valutare gli apprendimenti.
18Problema?
- Che competenze sono richieste al docente?
19(No Transcript)
20Modello di Gerlach ed Ely
21Modello di Dick e Carey
22Modello di Morrison, Ross e Kemp
23Rapid prototyping
- Non tutti gli elementi sono presenti nella fase
iniziale - I progettisti non sono infallibili.
24(No Transcript)
25Merrill e lID i principi guida
- LID non riguarda in senso stretto le fasi
procedurali della progettazione educativa quanto
piuttosto il complesso di metodologie e
riferimenti teorici a cui bisogna richiamarsi per
definire la migliore tipologia di intervento
didattico. LID ha natura prescrittiva, si
occupa del come favorire lapprendimento.
26I cinque principi di Merrill (2000)
- Problem gli studenti apprendono meglio per
problemi. - Attivation lapprendimento è facilitato
attraverso luso dellattivazione di schemi
precedenti. - Demonstration lapprendimento è più facile
quando vi sono delel dimostrazioni o
esemplificazioni. - Attuation si impara sperimentando e
riflettendo, serve uno scaffoldin o coaching. - Integration lapprendimento diviene stabile
attraverso la trasferibilità, la dimostrazione
pubblica, la discussione elargomentazione.
27Branch (1997) i modelli dellID soffocanti per i
docenti e rigidi. Gordan e Zemke (2000).
Attacco allISD 1. L ISD è troppo goffo e
produce un approccio burocratico, difficilmente
gestibile e toglie tempo al reale
insegnamento. 2. LISD nasce con la pretesa di
rappresentare una tecnologia per la formazione,
cioè di trasformare, quella che è unarte, in una
scienza esatta. I risultati predicibili e
realizzabili. 3. La rigidità dellISD produce
soluzioni non corrette o viziate dal modello
stesso e dalla sua ottica. 4. Nellapproccio
dellISD è implicita lassunzione che gli
studenti siano delle persone poco competenti
28Si stanno evidenziando due direzioni
- la prima prevede la presenza di principi che
diventano regole da seguire e che il sistema, una
volta progettato, deve possedere (Merrill, 2000).
- la seconda vede la presenza di linee guida che
sono meno vincolanti e che permettono una
maggiore attenzione al contesto (modelli
costruttivisti).
29Individualizzazione e personalizzazione
- Individualizzazione si riferisce alle strategie
didattiche che mirano ad assicurare a tutti gli
studenti il raggiungimento delle competenze
fondamentali del curricolo, attraverso una
diversificazione dei percorsi di insegnamento. - Personalizzazione indica le strategie didattiche
finalizzate a garantire ad ogni studente una
propria forma di eccellenza cognitiva.
30Per personalizzare.
- Predisporre il pluralismo dei percorsi
formativi. - Le attività, i compiti debbono consentire la
possibilità di scelta da parte dellalunno. - Permettere allo studente di maturare una
consapevolezza in relazione alle proprie abilità
e competenze. - Predisporre un adeguato contesto didattico.
31Le condizioni della personalizzazione
- Il principio delle opzioni che corrisponde alla
pluralità di percorsi (dei livelli di base e
altri di sviluppo personale). - Il principio dellautoorientamento (sviluppare la
capacità di scegliere, ovvero lavorare
sullorientamento progressiva consapevolezza dei
punti di forza e di debolezza, consuetudine con
la valutazione). - Il principio della valutazione critica
(formulazione di articolati giudizi critici per
arrivare allautovalutazione).
32Ripensare al soggetto che apprende
- Centralità della sua motivazione e volizione.
- Attenzione ai processi cognitivi e metacognitivi.
- Limportanza della consapevolezza nel governare
il proprio processo (imparare ad imparare). - Collegare lapprendimento formale e informale
- Avviare un processo di apprendimento continuo per
una società che cambia. - La conoscenza che si costruisce dal basso.
331990 il costruttivismo e la progettazione degli
ambienti (Jonassen)
- Il modello concepisce da un problema, una
domanda, un caso o un progetto come il focus
dellambiente con vari sistemi di supporto
intellettuali che lo circondano. Lapprendimento
basato su casi, progetti e problemi rappresenta
una modalità di approccio alla complessità tutti
condividono lo stesso punto di partenza
sullapprendimento attivo, costruttivo e
autentico. - Gli studenti apprendono i contenuti del dominio
in funzione della soluzione del problema più che
risolvere il problema come unapplicazione
dellapprendimento.
34I CLE Constructive Learning Environment 1
- Lapprendimento basato su domande inizia con una
domanda con risposte incerte o controverse. - Nellapprendimento basato su casi gli studenti
acquisiscono conoscenza e i requisiti per pensare
abilità attraverso lo studio dei casi (legali,
medici, lavoro sociale) e la preparazione di
riassunti o diagnosi di casi. Lapprendimento dei
casi è ancorato a contesti autentici i learner
dovrebbero padroneggiare la complessità e pensare
come professionisti (Williams 1992).
35I CLE Constructive Learning Environment 2
- Lapprendimento basato su progetti si sviluppa in
un lungo termine, gli studenti si concentrano su
progetti complessi che consistono in casi
multipli. Essi dibattono le idee, pianificano e
conducono esperimenti e comunicano le loro
scoperte. - Lapprendimento basato su problemi integra corsi
a livello di curricolo richiedendo che i learners
autodirigano il loro apprendimento mentre
risolvono numerosi casi intorno al curricolo.
36Wiggins e i compiti autentici
- Le 10 caratteristiche delle attività autentiche
- A partire da questa rassegna delle teorie più
recenti sono state evidenziate delle
caratteristiche che contraddistinguono le
attività autentiche (cfr. Reeves, Herrington,
Oliver, 2002). Queste caratteristiche sono
37- Le attività autentiche hanno rilevanza nel mondo
reale, e ripropongono, per quanto possibile, i
compiti che si possono ritrovare nel mondo reale
o professionale, non compiti scolastici e
decontestualizzati. - Le attività autentiche sono mal definite,nel
senso che devono richiedere agli studenti di
procedere ad una ridefinizione del compito e dei
sottocompiti necessari a completare l'attività I
problemi inerenti alle attività sono mal definiti
ed aperti a multiple interpretazioni piuttosto
che risolvibili facilmente con lapplicazione
delle procedure già conosciute. Gli studenti
devono identificare le loro proprie strategie e i
sotto-obiettivi necessari per completare
lobiettivo principale.
38- 3. Le attività autentiche contengono compiti
complessi che debbono essere indagati dagli
allievi in un periodo di tempo considerevole. Le
attività sono completate in giorni, settimane e
mesi piuttosto che in pochi minuti o ore.
Richiedono un investimento significativo di tempo
e di risorse intellettuali. - 4. Le attività autentiche forniscono l'occasione
di collaborare La collaborazione è integrata
nella soluzione del compito, sia all'interno del
corso sia nell'ambiente real-life, e non è di
solito realizzabile da un unico studente.
39- 5. Le attività autentiche offrono l'occasione
agli allievi di esaminare il compito da
differenti prospettive, usando una varietà di
risorse. I compiti autentici offrono agli
studenti l'occasione di esaminare i problemi da
diverse prospettive teoriche e pratiche,
piuttosto che permettere una singola
interpretazione o un unico percorso che gli
studenti devono imitare per riuscire a risolvere
il problema. Luso di una varietà di risorse
piuttosto che un numero limitato di riferimenti
preselezionati richiede agli allievi la
competenza di selezionare le informazioni
rilevanti e di distinguerle da quelle
irrilevanti.
40- 6. Le attività autentiche forniscono l'occasione
di riflettere - Le attività devono permettere ai principianti di
fare le scelte e riflettere sul loro
apprendimento sia individualmente che
socialmente. - 7. Le attività autentiche sono strettamente
integrate con la valutazione - La valutazione delle attività è integrata con il
compito stesso in un modo che riflette la
valutazione della vita reale, a differenza della
valutazione tradizionale che separa
artificialmente la valutazione dalla natura
dell'operazione. -
41- 8. Le attività autentiche possono essere
integrate ed applicate attraverso i settori
disciplinari differenti ed estendere i loro
risultati al di là di specifici domini Le
attività autentiche incoraggiano prospettive
interdisciplinari e permettono agli allievi di
assumere diversi ruoli e di sviluppare esperienze
in molti settori, piuttosto che acquisire
conoscenze limitate ad un singolo campo o dominio
ben definito.
42- 9. Le attività autentiche generano artefatti
finali che sono importanti di per sé, non come
preparazione per il qualcos'altro Le attività
culminano nella creazione di un prodotto finale
completo, piuttosto che in un'esercitazione o in
uno stadio intermedio di preparazione per
qualcos'altro. - 10. Le attività autentiche permettono più
soluzioni alternative e la diversità dei
risultati Le attività permettono una gamma
variegata di soluzioni possibili e questo apre a
molte soluzioni di natura originale, piuttosto
che ad una singola risposta corretta ottenuta
dall'applicazione di regole e procedure.
43Meirieu e le situazioni problema
- Una situazione-problema è organizzata attorno al
superamento di un ostacolo da parte della classe,
ostacolo precedentemente ben identificato. - Lo studio si organizza attorno ad una situazione
a carattere concreto, che permetta effettivamente
allalunno di formulare ipotesi e congetture. Non
si tratta dunque di uno studio già completato, né
di un esempio ad hoc a carattere illustrativo.
44- Gli alunni percepiscono la situazione loro
proposta come un enigma da risolvere, in cui sono
in grado di cimentarsi. È la condizione
essenziale per far funzionare la devoluzione (la
presa in carico autonoma e motivata da parte
degli studenti) il problema, sebbene
inizialmente proposto dallinsegnante, diventa un
loro problema. La devoluzione è facilitata già
nella fase di progettazione della
situazione-problema qualora il problema nasca
direttamente dagli studenti.
45- Gli alunni non dispongono, allinizio, dei mezzi
per la risoluzione, proprio perché vi è un
ostacolo che debbono superare per arrivarci. È il
bisogno di risolvere che spinge lalunno ad
elaborare o ad appropriarsi collettivamente degli
strumenti intellettivi che saranno necessari per
la costruzione della soluzione. - La situazione deve offrire una sufficiente
resistenza che conduca lalunno ad inverstirvi le
sue conoscenze precedenti disponibili come pure
le sue rappresentazioni, in modo che questa porti
alla loro rimessa in causa e allelaborazione di
nuove idee.
46- Pur tuttavia la soluzione non deve essere vista
dagli alunni come qualcosa che non sia alla loro
portata. Lattività deve espletarsi in una zona
di sviluppo prossimale, propizia alla sfida
intellettuale da rilevare e allinteriorizzazione
delle regole del gioco. - Lanticipazione dei risultati e la sua
espressione collettiva precedono la ricerca
effettiva della soluzione, in modo che il
rischio preso da ciascuno faccia parte del
gioco.
47- Il lavoro della situazione problema funziona sul
modello del dibattito scientifico interno alla
classe, stimolando i potenziali conflitti
socio-cognitivi. - La convalida della soluzione o la sua non
accettazione non sono date dallinsegnante ma
sono il risultato del modo di strutturazione
della situazione stessa. Il riesame collettivo
del cammino percorso costituisce loccasione per
un ritorno riflessivo, a carattere metacognitivo
ciò aiuta gli alunni a prendere coscienza delle
strategie messe in campo in modo euristico e a
stabilizzarle in procedure disponibili per nuove
situazione-problema.