Problematiche e controversie nella chirurgia della parotide Benedetto Acquarone 15 Giugno 2006 PowerPoint PPT Presentation

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Title: Problematiche e controversie nella chirurgia della parotide Benedetto Acquarone 15 Giugno 2006


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Problematiche e controversie nella chirurgia
della parotide Benedetto Acquarone 15 Giugno 2006
  • Prof. G. DAmbrosio
  • Primario Divisione di Chirurgia Ospedale di
    Lavagna

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  • La presenza del nervo facciale nel contesto
    ghiandolare ha condizionato e continua a
    condizionare le scelte chirurgiche ed i relativi
    risultati

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1) Incisione cutanea
  • Incisione a S o a baionetta (incisione di Redon)
    con porzione superiore preauricolare che contorna
    inferiormente il lobulo e si prolunga in avanti
    in una plica cutanea cervicale fino al corno
    dellosso ioide
  • Altri Autori utilizzano lincisione da lifting
    che dal lobulo raggiunge il capillizio. Questa
    incisione è più estesa e può esserci rischio di
    ischemia del lembo se si associa svuotamento
    latero-cervicale

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2) Esposizione del campo operatorio
  • Si solleva il lobulo dellorecchio, in basso e
    posteriormente si scoprono
  • la mastoide, linserzione mastoidea e i fasci
    dello s.c.m.
  • Compare il nervo grande auricolare, ramo
    sensitivo del plesso cervicale, e la vena
    giugulare esterna che vengono recisi, la sezione
    del nervo determina anestesie o parestesie del
    lobo auricolare.
  • Il nervo può esser mantenuto intatto, ma se
    reciso può essere utilizzato per il nerve
    grafting in caso di lesione del facciale.
  • Sul lembo anteriore si scolla la fascia parotidea
    per alcuni cm. Ma non troppo per non ledere i
    rami superficiali del facciale.

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3) Svincolo posteriore della parotide
  • Si dissocia il bordo posteriore della ghiandola
    dalla mastoide, si lega larteria auricolare
    posteriore, si disseca sullo sterno cleido
    mastoideo e sul ventre posteriore del digastrico
    fino allinserzione ossea.
  • Sollevato in alto e in avanti il bordo parotideo,
    si prosegue fino al limite superiore della
    ghiandola, legando, se necessario, larteria
    temporale superficiale.

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4) Identificazione del nervo facciale per via
anterograda
  • La tecnica di identificazione del faciale
    extrapetroso prevede un approccio anterogrado o
    prossimale, cercando tre reperi
  • lapice della porzione cartilaginea del condotto
    uditivo esterno
  • Il solco timpano-mastoideo (valle del faciale)
  • Il ventre posteriore del m. digastrico, la cui
    inserzione sul processo mastoideo costituisce il
    punto di repere fondamentale
  • Dissecando perpendicolarmente alla mastoide
    nellangolo con la cresta del canale uditivo, si
    reperta un cordoncino biancastro di 2-4mm. A
    1,5cm di profondità dal piano mastoideo
  • Preparare il campo ampiamente, senza imbuti, non
    stirare il nervo, ma seguire le due branche
    principali (temporo-facciale e cervico-facciale)
    e poi i rami periferici

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5) Asportazione del parenchima pre-neurale
  • In corrispondenza dei due rami principali,
    temporo-facciale e cervico-facciale, si
    tunnellizza il tessuto parotideo con pinza
    emostatica e coagulazione bipolare o ultracision
    tangenzialmente fra nervo e nervo, distaccandolo
    dalla parte profonda.
  • Nei tumori misti lintervento termina qui.

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5 bis) asportazione del parenchima profondo
  • Per accedere alla parte profonda della ghiandola
    si cliva la ghiandola dal davanti allindietro
    dove è più libera, posteriormente è in rapporto
    con la carotide esterna e con la vena facciale.
  • Se necessario si seziona la carotide esterna, la
    mascellare interna, la temporale superficiale, la
    vena facciale posteriore.

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4 bis) Identificazione del n. facciale per via
centripeta
  • Nei reinterventi e nelle recidive tumorali il
    nervo ha un manicotto fibroso che lo avvolge per
    cui non è isolabile allemergenza.
  • In questi casi si identifica una delle sue
    branche distali per via centripeta
  • Rami buccali
  • Rami cervicali
  • Rami temporali
  • Rami orbito-zigomatici

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5) Estensione della resezione
  • Tumori benigni prima osservazione delladenoma
    pleiomorfo
  • Lenucleazione delladenoma è gravato da recidive
    (5,6-20)
  • La parotidectomia parziale, la parotidectomia
    superficiale esofaciale o la polare inferiore
    sono il trattamento elettivo
  • Se la capsula viene mantenuta integra, il tasso
    di recidiva è più raro.
  • In Europa chirurgia estesa anche per patologia
    benigna
  • Nel mondo anglosassone resezione adeguata
    calibrata sulla citologia e sul grading delle
    neoplasie maligne.

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6) Tumori benigni recidiva
  • Ladenoma pleiomorfo che recidiva è considerato
    alla stregua di un tumore a malignità locale per
    lalto tasso di recidive e per il rischio di
    degenerazione maligna.
  • Lintervento ideale è la parotidectomia totale
    con conservazione del VII.
  • Altri Autori consigliano lintervento di minima
    con enucleazione della recidiva, della precedente
    cicatrice e conservazione del facciale.

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7) Tumori maligni
  • A) tumori ad alto grado di malignità (Ca muco
    epidermoide ad alto grado, Ca adenoidocistico,
    adenocarinoma, tumore misto maligno, Ca squamoso,
    Ca indifferenziato). chirurgia aggressiva con
    resezione del n.facciale e svuotamento
    latero-cervicale
  • B) tumori a basso grado di malignità (Ca a
    cellule aciniche, Ca muco epidermoide a basso
    grado, adenocarcinoma a basso grado)
    parotidectomia totale con conservazione del VII.
  • Quando il tumore sia intimamente adeso al nervo,
    la parte andrebbe sempre resecata.
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